UN LINGUAGGIO UNIVERSALE


Ogni giorno sperimentiamo linguaggi o modi di comunicare che ci mettono davanti a notevoli difficoltà di comprensione, rischiando così di credere che sia impossibile trovare un veicolo capace di raggiungere tutti noi. Eppure una lingua universale c’è, ed è la musica.

AssoloOggi ci avvicineremo alle melodie africane e per accompagnarci in questo viaggio affascinante abbiamo chiesto aiuto ad un musicista della Guinea-Bissau, Ernesto Da Silva, che ormai da parecchi anni suona nei locali di Verona e provincia il suo fedele djembe, lo strumento a percussione in legno tipico della tradizione popolare africana.

Ernesto è un musicista di professione, ma è anche ballerino ed insegnante di musica. Ha imparato i misteri della melodia da autodidatta, in Guinea, dove ha subito mostrato una forte passione per le percussioni. Ha fatto parte di vari corpi di ballo, tra cui il corpo di ballo nazionale della Guinea-Bissau, sia come ballerino sia come percussionista. Quando si è trasferito in Europa ha deciso di proseguire la sua carriera di musicista professionista.

Ernesto ci ha spiegato che la musica africana è un universo vastissimo. Essa varia in maniera molto significativa all’interno delle varie tribù, perché attraverso la musica si raccontano situazioni e fatti legati alla vita sociale. C’è un legame profondissimo ed inscindibile tra musica e danza, come non si conoscono altri esempi nel mondo, tanto che presso alcune lingue africane si usa un’unica parola per indicarle entrambe.

In Italia gli aspetti della cultura africana si mescolano alle tradizioni musicali europee, quindi si tende ad adattare più pezzi per farne uno unico, così da catturare l’attenzione degli spettatori e di tenerla viva per tutta la durata dell’esibizione.

-Ernesto-Altra caratteristica della tradizione musicale africana è l’improvvisazione. Nel caso di una esibizione accompagnata da coreografie, essa è legata ai movimenti dei ballerini, nel senso che la musica deve assecondarli nei loro gesti; quando invece la melodia è separata dal ballo si può dare maggiore spazio alle capacità individuali, sempre comunque restando nel solco di struttura e percorsi musicali ben precisi. Non dimentichiamo infatti che la base della musica africana è comunque codificata. Lo stesso discorso vale per le danze tradizionali, dove un suonatore detta il ritmo, mentre gli altri si inseriscono nella frase musicale seguendo la logica generale insita nei tempi.

Ernesto fa pure parte di parecchi gruppi musicali di cui talvolta fa l’arrangiamento dei pezzi che poi suoneranno nei vari concerti; anche in questi casi la base musicale resta sempre la stessa, la differenza è determinata dalla struttura e da come vengono fatti gli arrangiamenti stessi.

Dopo l’incontro con Ernesto ci è sembrato che i nostri orizzonti musicali si fossero allargati, permettendoci di comprendere un po’ meglio ritmi e melodie solo apparentemente molto diversi dai nostri.

-Mare controluce-

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