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UNITI SI PUO' Sabato 20 giugno, alle ore 19,30 presso il campo sportivo “Manuel Frassanito” in Borgo Milano, si sono tenute le semifinali del torneo calcistico “Un pallone come il mondo”, organizzato per il settimo anno dal CSI Verona in collaborazione con il Comune di Verona - Assessorato allo Sport e Assessorato al Decentramento. Scopo del torneo è dare un’occasione alle comunità straniere che vivono a Verona di conoscersi e di farsi conoscere attraverso il gioco del calcio. Il torneo è organizzato in collaborazione con 2 rappresentanti per ogni Nazione che partecipa, creando così rapporti di conoscenza reciproca e di fiducia tra i vari popoli che risiedono nella nostra città. Tramite queste iniziative si vogliono superare le diffidenze che albergano nella popolazione residente, creando un circolo virtuoso che porta alla migliore conoscenza e comprensione reciproca, come le realtà di quelle persone che vivono e lavorano nella nostra città da più di 20 anni e che hanno scelto di costruire qui la loro famiglia. Questo torneo ha diversi tipi di “vittoria”, oltre a quella strettamente sportiva: molto importanti sono infatti la vittoria per il fair play dentro e fuori dal campo, tanto che, a parità di punteggio, prosegue il cammino verso la finale la squadra che ha la migliore classifica fair play, e la vittoria dell’accoglienza, ossia come una compagine accoglie gli avversari. L’obiettivo primario del torneo è sperimentare la possibile convivenza tra diverse etnie pur rispettandosi nelle differenze, dimostrando che è possibile vivere tutti insieme pur provenendo da Paesi e culture diversi. È un modo alternativo, ma efficace per superare alcuni stereotipi sugli stranieri.
Abbiamo chiesto al Presidente della squadra, Fernando Medina, di raccontarci un po’ la storia di questo successo e le ragioni che ne stanno alla base. Egli ci ha spiegato che il gruppo sportivo dei guineani di Verona raduna tutti gli abitanti di questo Stato africano che amano lo sport qui in Italia. La squadra di calcio, poi, è l’unica che rappresenta tutto lo Stato della Guinea-Bissau nel nostro Paese Il loro scopo principale è soprattutto promuovere l’immagine della Guinea-Bissau. La compagine di quest’anno è composta anche da un congolese e da due ghanesi che giocano con i Guineani fin dalla costituzione della squadra. Nel 2009 la squadra guineana ha realizzato il miglior risultato di sempre, tanto che non era nemmeno nella lista delle favorite. Secondo lui, l’ottimo piazzamento di quest’anno è dovuto alla qualità dei giocatori, notevolmente migliorata rispetto agli anni precedenti: infatti, la squadra guineana ha il miglior centrocampo di tutto il torneo, e ciò costituisce il loro punto di forza; ed è la squadra meno battuta. La squadra è composta prevalentemente da giovani, e ciò ha creato all’inizio qualche attrito con le vecchie leve, ma tutto si è risolto nel modo migliore, come hanno dimostrato i risultati raggiunti. Questi ragazzi si impegnano molto in quello che fanno e sono disposti anche ad affrontare dei sacrifici per giocare, per esempio spostarsi dalle loro città di residenza per fare gli allenamenti o per giocare. Questo contribuisce a creare un fattore di unità all’interno del gruppo.
È stato un momento molto istruttivo e interessante anche per noi, perché siamo venuti a conoscenza di realtà molto diverse dalla nostra, che però diventano ogni giorno sempre più familiari.
Nelle Gallerie Immagini sono presenti le foto dell'evento. (indietro) |



Ma cosa c’entra tutto questo discorso con la Guinea-Bissau? Semplice: per la prima volta dalla sua partecipazione nel 2001, la squadra guineana ha raggiunto la semifinale, persa purtroppo ai rigori contro la Romania.
Il sig. Alfonso, Direttore Tecnico della squadra, sostiene che la semifinale è un obiettivo raggiunto, ma che la finale è la loro ambizione. Ha ribadito che nel torneo contano pure il fair play e l’accoglienza, perché lo scopo primario del torneo è l’integrazione.