JulesKomiYenkeyElezione ASAV

Jules Komi Yenkey eletto nuovo presidente

 

E' africano, originario del Togo e studente di Scienze della Comunicazione, il nuovo uomo forte scelto per guidare l'Associazione degli Studenti Africani dell'Università di Verona (ASAV).

Jules Komi Yenkey, diventato terzo presidente dell'ASAV eletto democraticamente, ha superato il suo rivale Edward Koroma Yamba per 21 voti contro 15, per un totale di 37 aventi diritto al voto, nello scrutinio tenutosi il giorno 29 marzo scorso.

Questo è il secondo confronto fra i due candidati. Il primo è avvenuto il giorno 25 febbraio e finito in pareggio con 12 voti per ogni candidato; scrutinio sottolineato da momenti di grandi tensioni, soprattutto quando gli studenti laureati hanno manifestato l’intenzione di partecipare alla votazione. Questo fatto ha provocato delle contestazioni da parte del candidato Edward Coroma Yamba che ha minacciato d'impugnare il risultato, però la situazione è stata superata con l'intervento della Commissione Elettorale e l'esclusione dalla votazione degli studenti in causa.

Jules Yenkey, nel suo primo intervento dopo la vittoria, ha chiesto la collaborazione di tutti, condizione indispensabile, secondo lui, per portare avanti il progetto iniziato dal suo predecessore. A questo proposito, ha lanciato una sfida al candidato uscente: "Conto su di te, Coroma Yamba in questo processo. Il ruolo dei contatti dell’ASAV sarà assegnato a te, come metodo per mantenere quel che hai iniziato".

In risposta ad una serie di domande del nostro reporter su come risolvere la divergenza tra gli studenti francofoni ed anglofoni per quanto riguarda la guida dell’ASAV, il nuovo presidente ha sottolineato che farà un direttivo dove coinvolgerà tutti gli studenti francofoni, anglofoni e lusofoni.

Uomo di carattere sereno, indica come priorità per il rilancio del ASAV, la revisione dello statuto e la lotta alle fazioni esistenti all'interno di questa organizzazione studentesca africana creata quattro anni fa’.

Da parte sua, Edward Coroma Yamba ha ringraziato a tutti coloro che hanno partecipato al voto per l'elezione del nuovo presidente, poi ha manifestato la sua disponibilità di collaborare con il nuovo presidente ed il suo esecutivo nel caso in cui gli fosse richiesto.

E’ importante sottolineare che prima degli scrutini si sono presentati tre candidati e che alcuni giorni prima del 25 febbraio, uno si è ritirato senza dare spiegazioni.

 

Perché Jules Komi Yenkey non poteva perdere?

Il candidato Jules Komi non poteva perdere quest’elezione perché è stato soprattutto un grande stratega. Ha dialogato con il candidato uscente, Alix N'dembi, prendendo tutti i voti dei suoi sostenitori. Poi ha chiesto consiglio all’ex-presidente Fortuna Mambulu, uno degli uomini di fiducia di Coroma Yamba.

Dopo aver quasi perso l'elezione il giorno 25 febbraio, Komi Yenkey ha cambiato strategia: ha dialogato con tutti senza prendere in considerazione le posizioni di ogni elettore e senza dare priorità alla campagna per l'elezione del presidente dell’ASAV a proprio favore.  Tutti questi fattori aggiunti alla sua umiltà, alla sua disponibilità ed anche la sua partecipazione al direttivo del presidente deposto, hanno contribuito alla sua elezione al più alto incarico dell'Associazione Degli Studente Africani dell'Università di Verona.

 

Perché Edward Yamba non poteva vincere?

Al contrario del suo sfidante, Coroma Edward Yamba non avrebbe mai potuto essere rieletto alla presidenza dell’ASAV perché ha attribuito maggior importanza al fatto in sé che alla sua essenza. Si è dimenticato di dare la priorità al dialogo. Inoltre non si è probabilmente ricordato che gli uomini onesti nascono, non si fabbricano. Mai si devono attribuire delle responsabilità in base alle "amicizie" che più volte finiscono in tradimenti.

Il candidato uscente ha condotto la sua campagna elettorale dialogando soltanto con un gruppo di persone che, secondo il suo punto di vista, costituisce un pericolo alla sua rielezione, ignorando che si può vincere o perdere per un solo voto.

Dopo aver quasi superato Jules Yenkey nelle votazioni del giorno 25 febbraio, Coroma Yamba non si è preoccupato di cambiare le strategie. Seguitava a pensare di essere ancora lui il presidente dell’ASAV, contravvenendo alla proposta della Commissione Elettorale di marcare il ballottaggio per 15 giorni dopo la prima votazione; ha risposto costantemente alle provocazioni arrivando al punto di scambiare insulti con il candidato eletto.

Parlava costantemente della necessità dell'unione fra gli studenti e di vecchi amici, di cui la maggiore parte è stata artefice della sua sconfitta. E' indubbio che l’obiettivo dell’ASAV è quello di unire gli studenti, però non si deve temere di affermare che la divisione fra noi era più che evidente nella prima elezione, in cui si sono trovati di fronte Ildo Correia e Fortuna Mambulu.

 

"Apartheid" o unione nell'ASAV?

Nei quattro anni di esistenza del ASAV, abbiamo navigato in un autentico mare di guerre tra gli studenti francofoni ed anglofoni, con i lusofoni in posizione di neutralità. Questa attitudine infantile ha raggiunto l’apogeo con il mandato del primo presidente Fortuna Mambulu, che con l’eccezione di un elemento anglofobo, il suo direttivo era formato esclusivamente da studenti francofoni (congolesi e camerunesi).

Con l’ascesa di Coroma Yamba alla presidenza dell’ASAV, abbiamo assistito soltanto al cambiamento nella continuità, una faccia anglofona e le altre francofone.

Intanto, nonostante abbia seguito la stessa strada del suo predecessore, Edward Coroma Yamba ha sempre difeso l'unione fra gli studenti. La sua forza di volontà non è bastata per eliminare il virus dell’apartheid che quotidianamente moltiplica le proprie radici nell'ASAV.

Come si può parlare di unione in una collettività dove una parte delle persone è discriminata? "Apartheid" o unione? La guida dell'ASAV è un compito di tutti gli studenti, lusofoni, anglofoni o francofoni, perché abbiamo gli stessi diritti. Siamo sicuri che pochi o nessuno dei membri dell’ASAV sarebbe in grado di rispondere alle domande che abbiamo fatto, perché la verità è un atto di coraggio che purtroppo non è alla portata di tutti.

Per adesso, la prima "battaglia" del nuovo presidente è quella di provare a coinvolgere tutti, lusofoni, anglofoni e francofoni, in questo processo, come forma di eliminazione della segregazione presente in quest’organizzazione studentesca africana. Compito per niente facile per Jules Komi, perché alcuni dei suoi diretti collaboratori non saranno disposti ad aiutarlo in questo senso.

 

Agostinho Pereira Gomes (Apego)

 

(news)