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Donna, personaggio generatore dell’umanità
Otto Marzo 1908! Otto Marzo 2010! Chi non si ricorda del giorno 8 Marzo dell’anno 1908? Tra questa data e il giorno 8 Marzo 2010 distano cento due anni. Ricordare l'8 Marzo del 1908 è fare una considerazione su una delle più tristi e belle pagine della storia dell’umanità. Triste pagina, perché in una fabbrica di bastoncini cotonati a New York, circa 146 operaie sono morte bruciate dove si trovavano chiuse per la protesta contro le condizione disumane in cui si trovavano. Lavoravano quattordici ore al giorno e guadagnavano sette dollari la settimana, stipendio che non le aiutava per la vita che facevano. Bella pagina, perché il giorno otto Marzo del 1908 costituisce il primo passo delle donne nella lotta per i loro diritti e la loro libertà. Intanto, da quel tragico avvenimento ai giorni nostri, ci sono stati grandi cambiamenti per quanto riguarda i diritti e la libertà delle donne; esse hanno iniziato ad avere potere decisionale nella sfera politica, sociale ed economica dell’umanità. Però in molti paesi questo personaggio generatore dell’umanità continua ancora ad essere sfruttato, angosciato e discriminato. Vorrei in questo articolo parlare della Guinea-Bissau, paese con regime democratico da diciotto anni. Purtroppo la sua sfera politica continua ancora ad essere soprattutto maschile. Allora mi domando: come può esserci libertà totale in un paese dove le donne sono angosciate, sfruttate e messe in secondo piano? La costruzione della libertà e l’uguaglianza sono un impegno di tutti, uomini e donne, perché possiamo avere le stesse opportunità. Le donne sono e saranno sempre sostegno della società, promotrici della generazione umana ed educatrici delle future generazioni. Quindi, parlare delle donne guineane, della loro partecipazione nel campo d'azione politica, sociale ed economica del paese, presuppone un accostamento trasversale e diverso contemporaneamente, perché le donne in ognuna di queste dimensioni ha un ruolo decisivo. Formalmente nella Costituzione guineana, i diritti delle donne sono uguali a quelli degli uomini, ma in sostanza si nota una grande differenza. Ci sono anche pressioni socio culturali, politiche forti che pesano sulle donne e per loro ci sono solo doveri ed obblighi. C'è bisogno di fare riferimento ad un momento storico di grande importanza nella nostra vita che è la lotta per la nostra Indipendenza Nazionale, che ha determinato la rivendicazione della loro "liberazione", dando impulso alla loro emancipazione e contribuendo alla loro presa di coscienza. In questa presa di coscienza le donne guineane hanno evidenziato la loro Capacità di affiancarsi agli uomini, facendosi carico di grandi responsabilità, che hanno svolto con dignità e dedizione. Le donne guineane hanno assunto ruoli di guerrigliere, infermiere, educatrici, insegnanti, ecc... Servivano da ponte di collegamento tra villaggi, a volte in alcuni centri urbani. Quindi, nel parlare del ruolo delle donne guineane nella Lotta di Liberazione Nazionale, bisogna fare riferimento al UDEMU, un’organizzazione delle donne creata durante la Lotta per la nostra Indipendenza che ha operato come strumento per l’aggregazione delle donne, per farle svegliare, motivare e capacitare. Possiamo considerare questo, come primo passo del movimento indipendente per la lotta per i diritti e la libertà delle donne, per la loro uguaglianza e partecipazione nella sfera delle decisioni. Solo che l’UDEMU come organizzazione socio-politica soggetta al PAIGC, partito liberatore, è costretta ad adattarsi al nuovo contesto socio-politico dei giorni nostri. Quindi e' stato riconosciuto il suo ruolo nella lotta per la presa di coscienza della persona umana. Parlando ancora della partecipazione delle donne alla sfera politica, sociale ed economica, possiamo affermare che loro assumono un ruolo centrale nella famiglia. Le donne sono le "fondamenta" della società, creatrici della generazione umana, trasmettitrici dei valori socio-culturali. Le donne sono responsabili quasi esclusivamente della sussistenza della famiglia, per la produzione alimentare e per la sua trasformazione. A loro è riservato un pesante fardello. Sono le prime che si alzano e le ultime che vanno a letto, sia nei villaggi, sia nei centri urbani!!! Bisogna sottolineare che nei centri urbani le donne costituiscono una valida mano d'opera per il settore informale. Spesso lavorando nella Pubblica Amministrazione o nelle istituzioni private, le donne quando tornano a casa si ritrovano a far fronte alla vita familiare, all’educazione dei figli e ai loro doveri scolastici. La situazione socio culturale prevalentemente difficile, spinge le donne ad assumersi più accentuatamente delle responsabilità. Esse si assumono funzioni nei centri rurale e villaggi; il matrimonio precoce ed obbligatorio le obbliga a delle maternità con rischi; il lavoro nei campi determina l’abbandono della scuola per aiutare in casa. Le donne guineane sono vittime della povertà più accentuata per ragioni chiaramente conosciute: la mancanza di garanzia di alimentazione, negazione all’Educazione; assistenza medica precaria; insegnamento di base; non hanno protezione dalla giustizia e neppure Sicurezza Sociale, quindi, descrivere con le parole la figura femminile è molto difficile, anche se loro sono la ragione dell’esistenza dell’umanità. Chissà che le loro lacrime si trasformino in pace, giustizia e libertà per l’umanità. Che così sia!
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