L’ora è scoccata, la comunità si riorganizza!


Verona, 3 dicembre 2011


ASEQUAGUI è una associazione di studenti, laureati e professionisti originari della Guinea Bissau che vivono in Italia. L’associazione porta avanti obiettivi e finalità che coinvolgono non solo gli studenti ma tutta la comunità guineana.

Asequagui è nata ufficialmente nel 2009 e in così poco tempo è riuscita a fare tantissimo, dalla sua istituzione all’apertura del sito-web, dalle donazioni dei farmaci alla clinica in Guinea-Bissau fino all’apertura del conto corrente. Tutto questo non è stato sufficiente a farci sentire una cosa sola in Asequagui perché tanti connazionali, per una ragione o per l’altra, ancora non si sentono rappresentati nel giusto modo. Per il bene della comunità abbiamo deciso di indire una tournée di ascolto e di sensibilizzazione, tra i nostri connazionali, cominciata a Trento e poi seguita dagli incontri di Lecco, Brescia e infine Verona il 3 dicembre 2011.

In questo ultimo incontro abbiamo deciso di coinvolgere le altre associazioni guineane che lavorano per l’interesse della comunità. Dopo ore e ore di discussioni, appassionate ma animate dal sentimento comune di fratellanza, siamo convenuti all’istituzione di una commissione cui verrà affidato il compito di costituire la nuova associazione nazionale guineana.

Ecco come funzionerà la commissione: vi prenderanno parte due rappresentanti di ogni associazione già esistente oltre a personalità esterne e figure carismatiche. Abbiamo deciso di coinvolgere tutti noi in questo processo importantissimo per il futuro della comunità guineana in Italia con l’obiettivo di creare, alla fine, una sola associazione che rappresenti tutti guineani in Italia; è questo che alla fine ci chiede la gente.

Quello che abbiamo potuto constatare nella tournée che abbiamo portato a termine (dove Asequagui ha deciso di mettere a disposizione di tutti la sua esperienza, la sua organizzazione, le sue piccole ma importanti conquiste ottenute con tanti impegni e sacrifici per il bene della comunità) è che in Italia siamo in pochi ed è giusto avere una unica associazione che ci rappresenti. Ci sono fin troppe associazioni per una comunità cosi piccola!

Vorrei sottolineare una cosa importante: nell’incontro di Verona c’era tanta gente! Forse si tratta di una controtendenza, forse la fiducia della gente nella comunità sta aumentando e la partecipazione serve a sottolineare la volontà di vedere ripartire una associazione che è di tutti.

Secondo me queste diverse associazioni hanno un significato importante: mettono in campo competizione ed esperienza.

In una società dove non esiste una forma di competizione positiva tra le associazioni diventa difficile la crescita del gruppo e con essa lo sviluppo della comunità. La competizione però non può in alcun modo significare “ognuno per sé”. Credo risulti evidente a tutti che è solo grazie all’entusiasmo che ci infondono le nostre associazioni che noi siamo qui oggi per parlare della nostra comunità. Allora accetto ben volentieri l’unità delle forze, le esperienze condivise, le competenze al servizio di tutti per lacreazione di una sola forza che raggruppi tutta la comunità guineense in Italia e dove le esperienze, le conquiste, e le prospettive di ogni gruppo trovino la loro giusta rappresentanza.

Qualcuno si chiederà perché non abbiamo semplicemente riorganizzato AIGB.

Non lo abbiamo fatto per una seria di motivi di cui il più eclatante, cari miei connazionali, è che questa realtà non parlava più il linguaggio del nostro tempo che non è più fatto di sole feste e happening ma di incontri dove le cose importanti per la comunità vengono discusse a fondo e i dibattiti sono animati da esperti. Altrimenti si perde la fiducia nell’associazione e con essa la credibilità e nasce il distacco per le cose di comune interesse. Così la comunità si svuota e gli incontri restano deserti.

Sarebbe stato un grosso azzardo, riorganizzare AIGB, e per di più in quel momento non c’erano le condizioni per poterlo fare; come si suol dire “è molto più facile costruire una casa che ristrutturarla”!

Questa pausa cosi lunga non è stata così male in fin dei conti perché ci ha permesso di valutare le esperienze, far sedimentare le idee che vorremmo utilizzare al servizio della comunità. E poi perché la dinamica e lo spirito del gruppo sono andati avanti anzi si sono rafforzati visto che Asequagui Gruppo Sportivo e altri Gruppi hanno rappresentato alla grande la comunità sia qui che nella nostra terra.

Vorrei concludere questa lettera sottolineando il fatto che sicuramente avevamo bisogno di crescere e di maturare un’esperienza diversa e grazie ad essa abbiamo imparato tante cose. Adesso faremo la nostra parte per la costruzione della associazione del futuro. Concludo con un detto popolare guineano: cobra cuma riba tras cata quebra costa “il serpente dice che a tornare indietro non ci si rompe la schiena”! Non abbiate paura di tornare indietro quando vi accorgete di aver commesso degli errori o di essere sulla strada sbagliata.

Grazie


Alfredo “Festa” Sambú


(news)