Discorso introduttivo al convegno del 24 settembre 2011


a cura del dr. Francisco Cabral


 


Verona, 24 settembre 2011


 

 

Saluti

 

Innanzitutto do il benvenuto a tutti. Il mio compito è quello di moderare il nostro convegno, dando la parola ai nostri Relatori – poi, naturalmente, a tutti i presenti – e cercando di presentare il quadro il cui si inserisce questo tema, in modo che sarà un'occasione di incontro, di discussione e di approfondimento su questo argomento. Correggetemi se sbaglio.

 

 

Devo iniziare naturalmente con dei ringraziamenti

 

Ringrazio gli oratori – il Dott. Alexandre Bidan, il Dott. Fernando Biague ed il Dott. Serafino Sordato – per avere accettato l'invito e per la disponibilità a dare il loro contributo alla discussione su questa problematica di grande preoccupazione e importanza.

Nella qualità di membro del direttivo dell'Asequagui, vorrei ringraziare vivamente la Farmacia Borgo Milano, l’Associazione Rete G.B. e l’Associazione Baobab di Trento di aver dato il loro patrocinio a questo Evento.

Ringrazio, infine, l'Avvocato Bruno Morlachi (candidato al Consolato Onorario della Repubblica della Guinea-Bissau in Italia), per la sua gradita presenza.

 

 

Momento di silenzio

 

Vi chiedo, prima di iniziare, un minuto di Silenzio in Onore ai Caduti nella “luta de libertação Nacional” e assieme a loro (come ben sapete, la nostra Comunità – la Comunità Guineense in Italia – ha visto momenti di disgrazia e dolore; una realtà davvero triste), anche in onore ai nostri Fratelli scomparsi: Tania, Sonia, Paolo, Tano e Luciano Zillochi. Anche in onore di Arestides Perreira, morto il 22/09/2011. E' stato membro fondatore del P.A.I.G.C. , ed è stato il primo Presidente del Cabo-Verde indipendente, dal 1975-1991.

 

 

Introduzione al convegno

 

Il tema di questo convegno è l’Indipendenza come presupposto per la buona sanità; la relazione indipendenza/sanità.

Di consueto quando ci si raduna per riflettere o festeggiare l'Indipendenza di una Nazione, si parla dalla ragione per cui tale Nazione ha voluto essere indipendente e di quanto è costato il processo per raggiungere l’Indipendenza. Oggi, avremo tutto un altro approccio.

La commemorazione di quest'anno, del 38° Anniversario dell'Indipendenza della Guinea-Bissau, può essere anche un'occasione di farci riflettere sulla nostra storia. “La storia è prima di tutto presa di coscienza”(1). “ la Nostra storia è al di là della ricostruzione scientifica, prima di tutto la storia per Noi, ossia lo specchio gigantesco dove tutti noi dobbiamo guardare e proiettarci. Deve essere la linfa vitale per la generazioni future e l’orizzonte di riferimento per gli architetti del presente”(2).

L’Indipendenza fu auspicata come “atto di riappropriazione dell'iniziativa collettiva per tornare a vivere, a fare le scelte di se e per se”(3).

Cabral desiderava fortemente “il diritto all'autodeterminazione, che significa assunzione di responsabilità “(4).

Dunque:

Indipendenza come presupposto per la buona sanità, in altri termini: l’indipendenza dovrebbe essere il presupposto per la buona sanità, o ancora, l’Indipendenza è il presupposto per la buona sanità?

Leggendo queste formule, viene in automatico pensare al sistema sanitario nell'epoca coloniale...

Buona sanità, vuol dire essenzialmente buon funzionamento del servizio sanitario.

Nei decenni successivi all'instaurazione dello Stato Guineense, ormai indipendente, il servizio Sanitario Nazionale era sorto per attuazione al diritto a prestazione sanitarie, inclusive della prevenzione, della cura e della riabilitazione. Tale tutela ai nostri giorni è venuta ad indebolirsi sino a far dubitare che sia veramente compito della Repubblica tutelare questo diritto. Tale realtà ci porta a volte a tanti rimpianti:

“Rimpiangere l'epoca coloniale alla luce del fallimento politico ed economico dell’esperienza post-indipendenza, significa costringere il popolo al successo subito mentre la storia, la storia di tutti i popoli manifesta un andamento sempre oscillante tra bene e male, positivo e negativo, tentativi e fallimenti”(4).

Ne valeva la pena, allora, fare la “ luta de libertaçao Nacional” per ottenere l'indipendenza?

Cabral ha voluto l'Indipendenza perché “avevano più cara la libertà che la vita”.

 

 

Grazie!

 

 

Note:

1, 2, 3 e 4. Jean-Léonard Touadi, l'Africa in Pista, Storia, economia e società. Società Editrice Internazionale Torino, 2010, p.p.19, 35, 36.

 

 

 

Inizio interventi oratori

 

 

Considerazione conclusiva

 

In nome di tutta la comunità Guineense in Italia, vorrei fare un vivo ringraziamento e riconoscimento a tutti i promotori ed ai sostenitori di molte iniziative di promozione umana in Guinea-Bissau, particolarmente nell'ambito della Sanità. Vorrei ringraziare i Missionari, le associazioni di volontariato e tutti i privati che con il loro contributo hanno consentito alla nostra popolazione l’accesso alle cure (lebbrosario di Cumura, maternità e pediatria de Quinhamel, Carlota de Tite, Madrugada, Ospital Sao Jose' a Bor e tante altre strutture che grazie al loro funzionamento garantiscono cure dignitose).

 

Grazie ancora per la partecipazione e per la pazienza!

Questa sera avremo i nostri cantanti (Silvestre Gomes, Azi Monteiro e Carlos Delgado), che daranno uno spettacolo. A questi ragazzi affidiamo il resto della festa...

Vi auguro una buona continuazione e alla prossima Edizione.

 

 

Francisco Cabral, moderatore

 

 

(news)