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Il mio punto di vista


Conferenza interessantissima ma poca partecipazione!!!


Verona 24/09/2011


Comincio col ringraziare gli illustri relatori in nome di Asequagui e della Comunità Guineana in Italia, per la prontezza con cui hanno accettato il nostro invito a prendere parte alla conferenza, in memoria degli Eroi Nazionali e per il contributo ad un evento cosi importante per noi Guineani.

Quest’anno abbiamo deciso di scegliere un tema nuovo e più attuale: quello socio-sanitario. Il tema scelto non è da poco e suggerisce molti spunti per un dibattito aperto fondato sull’idea dell’Indipendenza come presupposto per una buona sanità.


Ci viene spontaneo porre questa domanda, la salute della popolazione è migliorata nel corso della storia guineana o siamo ritornati indietro a livelli di speranza di vita, mortalità infantile e di sofferenza pari a quelli di un tempo? I sociologi, gli storici, i medici possono aiutarci a rispondere a questa domanda facendo il punto sulla salute in Guinea durante il periodo coloniale e durante il periodo post-coloniale. Vorrei sottolineare però come tutte le personalità più importanti della nazione vadano a farsi curare fuori dal Paese! Questo è davvero triste, soprattutto se pensiamo a quanti medici guineani altamente specializzati lavorino in giro per il mondo; basterebbero due o tre di questi al lavoro nel nostro Paese e noi saremmo in grado di competere con qualsiasi nazione africana a livello sanitario. Non so se questo succedeva anche nel periodo coloniale e lascio il compito agli specialisti in materia di trovare una risposta a questa anomalia che penso sia solo guineana. In nessun altro paese africano è diventata una prassi andare a fare controlli nei paesi vicini, gettando così discredito sui professionisti che ogni giorno lavorano senza mezzi e senza speranza di formazione adeguata. Auspico che le cose possano cambiare per il meglio.


I relatori come sempre sono stati all’altezza della situazione e la conferenza è andata oltre le aspettative. Peccato solo che l’affluenza sia stata scarsa. Lo stesso non si può dire della festa dove c’era tantissima gente; forse non abbiamo fatto marketing come si deve? C’e qualcosa che non ha funzionato, abbiamo sbagliato qualcosa? L’abbinamento conferenza/festa non funziona o la gente è più interessata alla festa? Questo duplice impegno è stato molto difficile da seguire anche per i relatori e i coordinatori (io stesso ho dovuto abbandonare la conferenza solo dopo 30 min per andare a seguire la cucina e proprio perché dovevo seguire i preparativi per la festa mi sono presentato alla conferenza tutto trafelato). Dobbiamo capire, cari amici, che festeggiare insieme è bellissimo e aumenta la coesione tra noi, ma è discutendo insieme nelle occasioni importanti, insieme con professori, scrittori, intellettuali e tutte le persone di alta statura intellettuale che Asequagui raduna periodicamente davanti a noi, che si possono cambiare le cose.


Asequagui è nata ufficialmente nel 2009 ma in cosi poco tempo è riuscita a fare tantissimo, dalla sua legalizzazione all’apertura del sito, dalle donazioni dei farmaci ad una clinica in Guinea-Bissau all’apertura del conto corrente. Possiamo dire che Asequagui dispone ora di una base solida ma tutto questo però non è sufficiente, quello che serve è garantire la continuità e l’unico modo per garantire la continuità è coinvolgere tutti i guineani ma soprattutto i giovani, come abbiamo fatto nel corso della festa perché sono loro effettivamente il futuro di quest’associazione e gli unici che ne possano preservare l’identità e garantirne la continuità. Noi siamo di passaggio non siamo eterni, ma quest’associazione è di tutti e deve poter continuare anche quando chi ora la guida, e vi dedica tutto il suo tempo, avrà preso strade diverse. Termino con la seguente frase: "Quello che facciamo per noi stessi muore con noi, quello che facciamo per gli altri e per il mondo rimane ed è immortale” Albert Pine.


Mantenhas!   

                        

Alfredo “Festa” Sambu’

Presidente ASEQUAGUI.