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La Chiesa cattolica in Guinea-Bissau
La grande maggioranza, quasi tutti, sono stati studenti con borsa di studio dello Stato della Guinea Bissau. Come si può calcolare sono centinaia di migliaia, se non milioni di Euro utilizzati per la preparazione di cervelli che adesso stanno servendo altri Paesi. Le ragioni o motivazioni di questo tipo di atteggiamento possono essere diverse, però non si dovrebbe negare che la mancanza di una politica seria, riguardante il ricupero e l'inserimento dei laureati, abbia contribuito grandemente a causare questa disgrazia. Per i laureati sostenuti dalla Chiesa cattolica il ritorno a casa e il collocamento in un posto di lavoro non costituisce un grosso problema. Il rinascere della speranza per i bambini poveri e ammalati con la costruzione del Ospedale Pediatrico a Bôr, nei dintorni di Bissau, ad opera del Padre Ermanno Battisti, ha fatto anche rinascere la speranza di un ritorno a casa per i laureati che hanno studiato all'estero, con lo scopo di mettere al servizio della Nazione le conoscenze scientifiche acquisite. Oggi, in quel magnifico Ospedale, punto di riferimento del paese, lavorano quotidianamente e senza tregua quattro laureati guineani che hanno studiato all'estero, per combattere le malattie che mettono in pericolo la vita dei nostri bambini. Questo atto di coraggio e di rinascita dello spirito patriottico, è stato "ossigenato" dalla buona amministrazione del Ospedale, coordinata dall’ amministratore Fernando Correia, laureato in Economia e Commercio all'Università di Verona, in Italia, "spina dorsale" di tutto il successo già raggiunto da questa unità sanitaria a Bôr. La sfida è stata lanciata, aspettiamo più impegno, soprattutto da parte dei nostri governati e di quelli che hanno voglia di guidarci.
La costruzione del ospedale pediatrico a Bôr è un sogno del Padre Ermanno Battisti diventato realtà.
Non si deve dimenticare l'audacia del medico chirurgo guineano Augusto Barbosa, mentore della proposta di creazione del Blocco Operatorio affiancato all'ospedale, così come i medici italiani, in particolare il dottore Giovanni Morandi e il dottore Valentino Prandini, sostenitori di quest'idea. Il primo fine per il quale questo ospedale è stato pensato e desiderato, è quello di prestare un’assistenza di qualità ai bambini malati, spesso i più vulnerabili, prendendo come esempio quello che succede, da tanti anni, nella Missione di Cumura e nelle altre località: tutti modelli di competenza, di professionalità e di bontà per i bambini malati, in modo particolare per quelli più poveri. Il secondo fine è quello di essere un incentivo per il ritorno dei laureati guineani dall'estero, in primo luogo dei laureati in medicina. La terza finalità è quella di dare testimonianza al mondo delle capacità dei guineani, soprattutto per l'attiva collaborazione che quest'ultimi hanno avuto con le organizzazioni di altri Paesi.
Agostinho Pereira Gomes (APEGO) (news) |


Il progetto è stato possibile grazie ai sostenitori italiani che hanno avuto il coraggio di sacrificare i loro risparmi per il sostegno dei lavori di quello che, oggi, i guineani considerano uno dei migliori ospedali in Guinea-Bissau.
Sono questi “frammenti” di iniziative e di ambizioni, che costruiscono una storia, e la Guinea Bissau ha bisogno di iniziative e di ambizioni non solo da parte di politici e sostenitori internazionali, ma anche da parte di ognuno dei suoi figli.