La Chiesa cattolica in Guinea-Bissau

Modello nella politica di ricupero dei laureati


Diversamente dal modo di essere e di agire dello Stato guineano più di 30 anni fa relativamente alla politica dei laureati all'estero, si può dire che oggi, in Guinea Bissau, la Chiesa cattolica è un modello nella politica di ricupero e inquadramento dei laureati e tecnici qualificati che hanno studiato nelle diverse università del mondo, soprattutto in Europa.
Non ha senso fare semplicemente studiare e laureare la gente. Fondamentale è pensare a una politica seria che stimoli e inviti i laureati a tornare nel proprio paese. Solo un uno sprovveduto non si accorge che abbiamo centinaia di laureati e tecnici qualificati in giro per il mondo, di cui la maggioranza lavora fuori dall'ambito della sua specializzazione. Qualcuno ha già confessato di voler restare e continuare a fare la propria vita dove si trova, visto come vanno le cose nel suo Paese.

La grande maggioranza, quasi tutti, sono stati studenti con borsa di studio dello Stato della Guinea Bissau. Come si può calcolare sono centinaia di migliaia, se non milioni di Euro utilizzati per la preparazione di cervelli che adesso stanno servendo altri Paesi.

Le ragioni o motivazioni di questo tipo di atteggiamento possono essere diverse, però non si dovrebbe negare che la mancanza di una politica seria, riguardante il ricupero e l'inserimento dei laureati, abbia contribuito grandemente a causare questa disgrazia.

Per i laureati sostenuti dalla Chiesa cattolica il ritorno a casa e il collocamento in un posto di lavoro non costituisce un grosso problema.

Il rinascere della speranza per i bambini poveri e ammalati con la costruzione del Ospedale Pediatrico a Bôr, nei dintorni di Bissau, ad opera del Padre Ermanno Battisti, ha fatto anche rinascere la speranza di un ritorno a casa per i laureati che hanno studiato all'estero, con lo scopo di mettere al servizio della Nazione le conoscenze scientifiche acquisite.

Oggi, in quel magnifico Ospedale, punto di riferimento del paese, lavorano quotidianamente e senza tregua quattro laureati guineani che hanno studiato all'estero, per combattere le malattie che mettono in pericolo la vita dei nostri bambini.

Questo atto di coraggio e di rinascita dello spirito patriottico, è stato "ossigenato" dalla buona amministrazione del Ospedale, coordinata dall’ amministratore Fernando Correia, laureato in Economia e Commercio all'Università di Verona, in Italia, "spina dorsale" di tutto il successo già raggiunto da questa unità sanitaria a Bôr.

La sfida è stata lanciata, aspettiamo più impegno, soprattutto da parte dei nostri governati e di quelli che hanno voglia di guidarci.

 


Finalità dell'Ospedale di Bôr

 

La costruzione del ospedale pediatrico a Bôr è un sogno del Padre Ermanno Battisti diventato realtà.

cc_hospitalIl progetto è stato possibile grazie ai sostenitori italiani che hanno avuto il coraggio di sacrificare i loro risparmi per il sostegno dei lavori di quello che, oggi, i guineani considerano uno dei migliori ospedali in Guinea-Bissau.

Non si deve dimenticare l'audacia del medico chirurgo guineano Augusto Barbosa, mentore della proposta di creazione del Blocco Operatorio affiancato all'ospedale, così come i medici italiani, in particolare il dottore Giovanni Morandi e il dottore Valentino Prandini, sostenitori di quest'idea.

Il primo fine per il quale questo ospedale è stato pensato e desiderato, è quello di prestare un’assistenza di qualità ai bambini malati, spesso i più vulnerabili, prendendo come esempio quello che succede, da tanti anni, nella Missione di Cumura e nelle altre località: tutti modelli di competenza, di professionalità e di bontà per i bambini malati, in modo particolare per quelli più poveri.

Il secondo fine è quello di essere un incentivo per il ritorno dei laureati guineani dall'estero, in primo luogo dei laureati in medicina.

La terza finalità è quella di dare testimonianza al mondo delle capacità dei guineani, soprattutto per l'attiva collaborazione che quest'ultimi hanno avuto con le organizzazioni di altri Paesi.

cc_jardim_e_bloco_operatorioSono questi “frammenti” di iniziative e di ambizioni, che costruiscono una storia, e la Guinea Bissau ha bisogno di iniziative e di ambizioni non solo da parte di politici e sostenitori internazionali, ma anche da parte di ognuno dei suoi figli.

Quissa che gesti come quelli degli amici della Guinea-Bissau, in particolare dell' Agenzia Vigevano-Prabis, del Progetto Anna ONLUS, della Poliambulanza Charitatis Opera di Brescia, per mezzo del dottore Giovanni Morandi, di benefattori o uomini di carità come il Padre Ermanno Battisti, missionario al servizio della Guinea-Bissau da 40 anni, il vice-Rettore della Facoltà di Medicina dell'Ateneo di Padova, il Professor Giovanni Franco Zanon, e il signor Rino Stocco, coordinatore del gruppo dei sostenitori del chirurgo pediatrico Dionísio Cumbá, si possano ripetere, che si possano costruire altre unità sanitarie come quella dell’Ospedale Pediatrico di Bôr, perché tanti altri concittadini possono venire a studiare in Italia per dare, poi, una mano in Guinea-Bissau.

 

Apego

 

 

 

Agostinho Pereira Gomes (APEGO)






(news)