RACCONTARE LE CRISI UMANITARIE: LE NUOVE SFIDE ATTO II°

(Quello che avrei voluto chiedere e perché l'avrei chiesto)

La nuova sfida: non più oggetti ma soggetti dell'Informazione

 

Ouagadougou - Burkina Faso

01 giugno 2010

 

 

Salve a tutti Voi,

sono Andrea e vi scrivo dal Burkina Faso. Mi scuso con voi in anticipo per il mio italiano non troppo corretto, ma ho dovuto interrompere alcuni anni fa gli studi linguistici, al liceo della capitale Ouagadougou, perché mio padre si è ammalato di tifo e io ho dovuto anche lavorare i campi della famiglia, insieme ai miei parenti, molte ore al giorno per poter aiutare mio padre con la sua malattia. Il tempo per studiare adesso è molto poco, ma appena posso ricomincerò a frequentare la scuola.

Un mese fa circa, grazie a un mio caro amico che possiede un caffè nel centro direzionale “Ouaga 2000”, ho potuto collegarmi alla rete internet e guardarmi la registrazione dell'incontro “Raccontare le crisi umanitarie: le nuove sfide” avvenuto in Italia, a Verona, il 17 novembre del 2009 nella biblioteca della campus universitario veronese.

Ho ascoltato l'intervento dei professionisti intervenuti all'incontro e ho visto le foto fatta da alcuni di loro, che sono state poi premiate nel mondo.

Devo dirvi, a tutti voi, che quando ho visto le immagini, ho ascoltato le parole di quelle persone sono rimasto molto sofferente per tutte quelle persone in condizioni brutte e ho detto che meno male ci sono tante altre persone che li aiutano, come MsF (Medici senza frontiere).

Questo è stata la mia prima impressione, dopo ne ho avuto un'altra credo più intensa, ma non come prima, ecco provavo un po' di inferiorità, mi sentivo che quei discorsi e quelle foto come tante altre volte erano a senso solo unico. Cioè andavano verso la direzione della persona che guarda il video o la foto.

E’allora che ho voluto vederci di più e tutte le domeniche, quando portavo i miei fratelli piccoli alla messa della chiesa Cattedrale in città, mi fermavo al caffè per fare ricerche sulla rete, cerco alcune esperienze che hanno vissuto in Africa e in altre zone, persone che sono state intervistate e luoghi che sono stati ripresi dai giornali e dalle televisioni.

Poi ho scritto diverse pagine di un racconto e ho tentato un'inchiesta, che raccontasse un po' di verità come secondo me è questo modo di scrivere e parlare a Voi di Noi; ho cercato di capire quali metodi e modello potessero essere più nuovi e migliori per aiutare l'informazione nelle aree di crisi di guerra o di catastrofi della natura; ho raggiunto le conclusioni cercando di capire l'Informazione nei paesi ricchi, come l'Italia, per fare i servizi nei paesi esterni; ho parlato di organismi internazionali e ho preso l'esempio di alcuni progetti di organizzazioni/associazioni e alla fine ho raccolto un po' di dati ed esperienze brutte che i giornalisti del mondo hanno vissuto, per non dire solo cose negative su di loro. Anzi vorrei farli sapere subito che io apprezzo il loro lavoro, che hanno anche fatto qua in Burkina Faso.

Ora vi saluto e saluto il mio caro amico italiano che mi ha aiutato a riscrivere tutto il lavoro in italiano corretto.

 

Andrea Alamanni

 

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(news)