Alfredo Sambu'Verona, 2 ottobre 2010

Breve discorso del Presidente ASEQUAGUI

 

Guinea-Bissau è una delle nazioni più piccole dell’Africa continentale, con al capitale Bissau. Al largo della capitale è situato l’arcipelago delle isole Bijagos, “paradiso” con centinaia di isole ed ha una superficie che è 36.125 km² (circa il doppio del Veneto). Essa divenne indipendente 37 anni fa’, confina al nord con il Senegal e al sud con la Guinea-Conakry.

La Guinea-Bissau ha una popolazione molto eterogenea perché è composta da circa 32 gruppi etnici ed ha circa un milione e mezzo di abitanti. Dal punto di vista religioso è dominata dagli animisti, seguito dai musulmani e dai cristiani prevalentemente cattolici.

La lingua ufficiale è Portoghese, una delle cinque nazioni in Africa dove questa lingua viene parlata (Angola, Mozambico, Capo Verde e Sao Tomé e Principe). La Guinea non è un paese isolato perché fa parte della CEDEAO (Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale) e dell’UEMOA (Unione Economica e Monetaria dell’Africa Occidentale).

Dopo ben 11 lunghi anni sotto il comando del padre fondatore della nazionalità Guineana e uno dei maggiori leader Africani, il Carismatico Amilcar Lopes Cabral, divenne indipendente il 24 settembre del 1973 dopo aver conquistato 2/3 del territorio nazionale. Proclama in maniera unilaterale l’indipendenza che viene riconosciuta circa un anno dopo dal Portogallo cioè la sua potenza coloniale…

Qualcuno tra di noi si sarà posto questa domanda, come me la sono posta anch’io: valeva la pena fare la guerra? Dopo 13 anni, in cui la maggior parte delle nazioni africane hanno conquistato l'indipendenza, mentre solo le colonie del Portogallo erano rimaste escluse, una ragione c’era? Senza dilungarsi oltre con le parole, i vantaggi di quest’indipendenza sono:

  1. Dignità
  2. Libertà
  3. Identità

Uno degli svantaggi e che si fanno sentire anche adesso e che ci trasciniamo da tempo sono:

  • Non c’era una classe dirigente all’altezza
  • C’erano pochissimi laureati
  • C’era un solo liceo
  • Non c’erano le infrastrutture

Le difficoltà che ci sono laggiù si sentono anche qua. Non abbiamo un rappresentante diplomatico in Italia da più di tre mesi e non siamo in grado di venirne fuori; è chiaro che questione delle nomine non ci compete ma non possiamo restare senza rappresentanza e stare zitti. In parte è anche colpa nostra perché se ci fosse un minimo di unità, di organizzazione, forse non saremmo arrivati a questo punto.

ASEQAUGUI è nata anche per questo, perché è diventata un punto di riferimento fermo della comunità, un veicolo, un portavoce della collettività stessa nonché un mezzo facilitatore dell’integrazione. Lancio ancora una volta un appello ai Guineani e agli amici della Guinea-Bissau di sostenerci in questo lungo cammino.

Grazie.

 

Alfredo Sambu’

Presidente ASEQUAGUI

 

(eventi)